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L’architettura turistica di Vietti in Costa Smeralda tra tradizione e finzione.

Alessandra Cappai

Festival dell'Architettura Magazine · 2019

doi:10.1283/fam/issn2039-0491/n48/49-2019/244 (opens in a new tab)

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Abstract

La Costa Smeralda nasce nei primi anni Sessanta nelle costa nordorientale della Sardegna. Mentre nel resto d’Europa il boom turistico del secondo dopoguerra significava la democratizzazione delle vacanze e la diffusione del turismo di massa, la Costa Smeralda nasce in antitesi alle altre destinazioni turistiche di massa sorte nello stesso periodo. La condizione insulare e la natura incontaminata diventano simbolo dell’esclusività per una clientela d’élite alla ricerca di un enclave paradisiaco. Luigi Vietti sará il principale esponente del Comitato di Architettura della Costa Smeralda. Il processo di costruzione del paesaggio e dello spazio turistico è messo in relazione con il contesto italiano del secondo dopoguerra, in conflitto tra il recupero della tradizione e l’innovazione del movimento moderno. Nei progetti di Vietti, la riproduzione di un immaginario tradizionale mediterraneo e il rispetto degli elementi naturali e antropici preesistenti, saranno la base dell’architettura e pianificazione del paesaggio turistico.

Abstract licence: CC BY-NC-SA

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